Vai al contenuto
Consulenza strategica per le imprese · San Marino e tutta Italia
Contattaci
Intelligenza artificiale

Corsi AI a San Marino: come funziona la formazione individuale sull’IA

Quando conviene un percorso uno a uno, quali regole valgono per chi lavora a San Marino, com’è fatto un buon percorso individuale sull’IA e che cosa deve restare alla fine.

Luca Bartolini 18 ottobre 2026 9 min di lettura
Corsi AI a San Marino: come funziona la formazione individuale sull’IA

Tra i corsi AI a San Marino, la formazione individuale è quella costruita sul lavoro di una sola persona. Parte da tre o quattro attività che la persona svolge ogni settimana, usa i suoi documenti con regole chiare sui dati e si misura prima e dopo. Serve a professionisti, imprenditori e dirigenti che vogliono usare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.

A San Marino non risulta una legge specifica sull’intelligenza artificiale. Vale però la legge sammarinese sulla protezione dei dati. E quando il risultato del lavoro è usato nell’Unione europea può valere anche l’AI Act.

Quando conviene la formazione individuale e quando un corso di gruppo?

Il corso di gruppo conviene per le basi comuni. Il percorso individuale serve quando al centro c’è il lavoro di una persona. Chi cerca un corso di intelligenza artificiale a San Marino trova soprattutto incontri di gruppo, come seminari, giornate con ordini e collegi professionali ed eventi di qualche ora. Servono a capire che cosa sanno fare gli strumenti e dove sbagliano. Costano meno a persona e creano un linguaggio comune.

La formazione AI individuale conviene in quattro situazioni.

  • Riservatezza. Chi lavora con contratti, pratiche dei clienti o dati sanitari non può portarli in aula. In un percorso uno a uno si lavora sui documenti veri, con le impostazioni giuste.
  • Ritmo. Un titolare o un professionista raramente ha mezze giornate libere. Le sessioni brevi si incastrano nella settimana.
  • Livello di partenza. In un gruppo convivono chi non ha mai aperto ChatGPT e chi lo usa ogni giorno. Da soli si parte dal punto in cui si è davvero.
  • Lavoro specifico. Un notaio e un responsabile commerciale usano l’IA per cose diverse. Un corso aperto a tutti copre solo in parte le loro attività.

Spesso le due forme si combinano. Si parte da un incontro comune sulle regole e si prosegue con un percorso individuale per chi usa gli strumenti ogni giorno.

Il passaggio più difficile è quello dall’uso personale all’uso professionale. Secondo Eurostat, nel 2025 il 32,7% delle persone tra 16 e 74 anni nell’Unione europea ha usato l’IA generativa. Per lavoro l’ha usata solo il 15,1%. In Italia l’uso complessivo si è fermato al 19,9%, il secondo valore più basso dell’Unione.

Quali regole valgono per chi usa l’IA a San Marino?

Le norme italiane sull’intelligenza artificiale, cioè la legge 132/2025 e il decreto legislativo 179/2026, non si applicano a San Marino. A luglio 2026 il Segretario di Stato all’Industria ha definito istruzione, formazione professionale e apprendimento continuo «pilastri economici», senza annunciare una legge. Restano quattro riferimenti utili.

La legge sulla protezione dei dati. La Legge 21 dicembre 2018, n. 171 segue il modello del GDPR. L’articolo 22 dà il diritto di non essere sottoposti a decisioni basate unicamente su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, quando producono effetti giuridici o analoghi. Le eccezioni sono due, il contratto e il consenso esplicito, e lasciano comunque il diritto all’intervento di una persona. La legge ha una sezione sul rapporto di lavoro e affida i controlli all’Autorità Garante sammarinese. In pratica i dati di clienti e dipendenti non entrano in uno strumento qualsiasi.

L’AI Act, quando il lavoro arriva nell’Unione. L’articolo 2 del regolamento si applica anche a fornitori e deployer stabiliti fuori dall’Unione, quando l’output del sistema è usato nell’Unione. Il deployer è chi usa un sistema di IA nella propria attività professionale. Un professionista o un’impresa sammarinese che usa l’IA per clienti in Italia può quindi rientrare nelle sue regole. È un’interpretazione da verificare caso per caso, ma è prudente tenerne conto. Tra quelle regole c’è l’articolo 4 sull’alfabetizzazione del personale, spiegato nell’articolo su che cosa chiede la legge sulla formazione.

La Convenzione del Consiglio d’Europa. San Marino è stato tra i primi firmatari della Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale, il 5 settembre 2024 a Vilnius.

L’accordo di associazione con l’Unione europea. Il 16 luglio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha autorizzato la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo con San Marino. L’accordo, in corso di firma e ratifica, avvicinerà le regole sammarinesi a quelle dell’Unione.

Per un percorso individuale questo significa due cose. Le regole sui dati si imparano subito, non alla fine. E chi lavora con clienti nell’Unione fa bene a formarsi come se l’AI Act lo riguardasse.

Com’è fatto un buon corso AI individuale?

Un percorso ben costruito segue sette passaggi. Il loro ordine conta più del numero di ore.

  1. La diagnosi della settimana. Si ricostruisce una settimana di lavoro tipo per capire quali attività tornano spesso e quali portano via più tempo. È la stessa logica che in azienda porta a partire dai processi e non dagli strumenti.
  2. La scelta di tre o quattro attività. Conviene cominciare dagli usi a basso rischio. Il vademecum per PMI e professionisti delle linee guida del Ministero del lavoro italiano ne indica alcuni. Sono i testi pubblici, le bozze senza dati reali, le sintesi di norme pubbliche e la ricerca di idee. Contratti, curricula, listini e preventivi vengono dopo, con più cautele.
  3. Account e impostazioni. Lo strumento si sceglie prima di caricare qualsiasi documento. Contano la versione professionale, l’opzione che esclude le conversazioni dall’addestramento e l’informativa del servizio, come spiega la guida sui dati da non caricare nell’IA.
  4. Sessioni brevi sul lavoro vero. Si rifà un’attività reale con l’IA e si corregge il metodo mentre si lavora. Tra una sessione e l’altra la persona prova da sola. Qui serve un coach AI più che un formatore AI d’aula, come spiega l’articolo su formatore AI e coach AI.
  5. Istruzioni riutilizzabili. Ogni richiesta che funziona diventa un modello scritto, con ruolo, contesto, fonte da usare e formato della risposta.
  6. Verifica delle risposte. Cifre, nomi, date e riferimenti normativi si controllano su una fonte. La Commissione europea cita le allucinazioni, cioè risposte plausibili ma inventate, tra i rischi da spiegare a chi usa strumenti come ChatGPT.
  7. Misura prima e dopo. Per ogni attività si annota il tempo all’inizio e lo si rimisura dopo alcune settimane, contando anche la verifica. Senza questa misura resta solo un’impressione.

Che cosa deve restare alla fine?

Un buon percorso individuale lascia materiale da usare, non solo appunti.

  • Una raccolta di istruzioni per le attività scelte, provate sul lavoro vero.
  • Una lista di controlli da fare su ogni risposta prima di usarla.
  • Regole personali sui dati. Dicono che cosa si carica, dove e con quale account, e che cosa non esce mai dall’ufficio.
  • Le misure prima e dopo, attività per attività.
  • Un registro della formazione, se ci sono collaboratori che usano gli stessi strumenti.

Il percorso è riuscito quando la persona continua da sola e sa decidere quando l’IA non va usata.

Come cambia il percorso secondo il lavoro?

Tre profili tipici mostrano come cambia il percorso. Sono esempi, non casi reali.

Un professionista con molti documenti. Può essere un avvocato o un commercialista. Le attività candidate sono la sintesi di norme pubbliche, la prima bozza di una comunicazione e il confronto tra due versioni di un testo. Il punto delicato sono i dati dei clienti.

Un imprenditore che segue la parte commerciale. Si lavora sulla struttura delle offerte, sulle risposte alle richieste ricorrenti e sulla preparazione degli incontri. Listini e preventivi sono tra gli usi più delicati, quindi si parte da documenti senza condizioni riservate.

Un dirigente con report e riunioni. Le attività candidate sono il riassunto di un verbale, la traccia di una presentazione e la lettura critica di un report. Qui conta soprattutto la verifica, perché una sintesi sbagliata in direzione costa più del tempo risparmiato.

Quali domande fare prima di iniziare?

Le domande generali su metodo, dati e materiali sono raccolte nell’articolo su formatore AI e coach AI. Per un percorso individuale a San Marino se ne aggiungono tre.

  • «Il percorso tiene conto della legge sammarinese sui dati?» Con clienti in Italia o nell’Unione deve considerare anche l’AI Act.
  • «Le sessioni seguono le mie attività e i miei orari?» Un calendario fisso uguale per tutti è un corso di gruppo fatto da soli.
  • «Che cosa devo fare tra una sessione e l’altra?» Senza prove in autonomia il metodo non diventa un’abitudine.

I segnali di un corso da evitare sono descritti nell’articolo su come scegliere e misurare un corso di intelligenza artificiale.

Ci sono contributi per la formazione individuale?

Dipende da dove lavora chi si forma. Gli strumenti italiani, come i fondi interprofessionali, presuppongono contributi versati all’INPS. Per chi lavora a San Marino vanno quindi verificati caso per caso. Sugli strumenti sammarinesi conviene chiedere all’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive (ULPA) e alla propria associazione di categoria quali sono aperti e a quali condizioni.

Come si svolge la formazione individuale proposta su questo sito?

Su questo sito la formazione individuale prende la forma dell’AI coach. Per alcune settimane si affianca una persona, o un piccolo gruppo, sulle sue attività. Si sceglie un compito, lo si rifà con l’intelligenza artificiale, si misurano tempo e qualità e si corregge il metodo. Alla fine restano processi rivisti, le misure prima e dopo e una persona che va avanti da sola.

Le sessioni si tengono in presenza o online. Il primo incontro rende di più in presenza, l’affiancamento funziona bene anche a distanza. Negli esercizi si usano i documenti veri del lavoro, resi anonimi e solo con strumenti approvati. Formati e modalità sono descritti nella pagina dedicata alla formazione sull’intelligenza artificiale, insieme ai corsi per i team e ai workshop per la direzione.

In sintesi

  • La formazione individuale sull’IA parte da tre o quattro attività vere, usa i documenti della persona e si misura prima e dopo.
  • Il gruppo dà basi comuni a costi minori. Il percorso individuale serve quando contano riservatezza, ritmo e lavoro specifico.
  • A San Marino non risulta una legge specifica sull’IA. Vale la Legge 171/2018 e, se l’output è usato nell’Unione, può valere l’AI Act.
  • Alla fine restano istruzioni, controlli, regole sui dati, misure e, se ci sono collaboratori, un registro.
  • Per eventuali contributi conviene rivolgersi all’ULPA e alla propria associazione di categoria.

Domande frequenti

Serve un attestato per un corso AI a San Marino?

Per l’AI Act no. La Commissione europea chiarisce che non serve alcun certificato e che basta un registro interno. Diverso è il caso di chi è iscritto a un ordine professionale in Italia. Il decreto legislativo 179/2026 porta l’IA nella formazione continua degli ordini, con un monte ore minimo che i regolamenti devono ancora fissare.

Chi ha solo clienti sammarinesi deve tenere conto dell’AI Act?

Per chi è stabilito fuori dall’Unione, l’AI Act entra in gioco quando l’output del sistema è usato nell’Unione. Se il lavoro resta a San Marino, il riferimento principale è la Legge 171/2018. L’accordo di associazione avvicinerà però le regole. Imparare fin d’ora le stesse cautele evita di cambiare abitudini dopo.

Un corso AI individuale si può seguire a distanza?

Sì. Con un coach AI le sessioni funzionano bene anche in videochiamata, con lo schermo condiviso sul lavoro vero. In presenza rende di più il primo incontro, quando si ricostruisce la settimana tipo e si sistemano account e impostazioni.

Quante ore servono?

L’AI Act non fissa un monte ore. Conta più la regolarità del totale. Sessioni brevi distribuite su alcune settimane, con prove da soli nel mezzo, lasciano abitudini più solide di una giornata intera.

Fonti

ApprofondisciConsulenza sull’intelligenza artificialeCapire dove l’intelligenza artificiale fa risparmiare tempo e denaro, scegliere gli strumenti giusti e introdurli con regole chiare, senza fermare l’azienda.
Luca Bartolini

Luca Bartolini

Consulente per le imprese su intelligenza artificiale, sicurezza informatica, criptovalute e marketing. Dirige Strategic, società di San Marino.

Il profilo

Lavoriamo insieme

Hai un progetto o un problema da risolvere in azienda?

Si parte da un confronto approfondito sulla situazione dell’azienda, oppure da due giorni sul posto per capire dove intervenire. Nessuna presentazione commerciale: si lavora sul concreto.