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Consulente di intelligenza artificiale per le imprese

Consulenza sull’intelligenza artificiale per le aziende: dove conviene davvero

Analizziamo in quali attività l’intelligenza artificiale fa risparmiare tempo e denaro, individuiamo il processo da cui partire e la introduciamo con regole chiare, senza fermare l’azienda.

Prima i processilo strumento si sceglie dopo
Per fasiun processo alla volta, misurato prima e dopo
Regole sui datidecise prima di accendere qualsiasi sistema

Il punto di partenza

L’intelligenza artificiale non si compra come una stampante

Molte aziende hanno già provato qualcosa: qualche abbonamento, un corso di mezza giornata, un’automazione montata in fretta. Poi tutto è tornato come prima, con una voce di costo in più.

Quasi mai il limite è la tecnologia, che funziona e migliora di continuo. È il modo in cui entra in azienda: senza un problema preciso da risolvere, senza qualcuno che ne risponda, senza regole su cosa si può fare e cosa no.

Nel frattempo, in molte aziende i collaboratori la usano già per conto proprio, magari dal telefono e con account personali. Conviene decidere come usarla prima di scoprire come la stanno usando.

Smartphone in mano e tazza di caffè

Il ruolo

Cosa fa un consulente AI in azienda

Il lavoro di un consulente AI comincia prima della tecnologia: capire dove l’intelligenza artificiale conviene, in che ordine introdurla e con quali regole. E continua dopo, finché i nuovi sistemi reggono nel lavoro di ogni giorno.

Analisi dei processi

Come circolano oggi le informazioni, dove si perdono ore, dove si concentrano gli errori e quali attività dipendono da una sola persona.

Priorità e scelte

Da quale processo partire, cosa rimandare e cosa lasciare com’è. Gli strumenti si scelgono dopo, in base al problema da risolvere.

Regole sui dati

Quali informazioni possono uscire dall’azienda, chi vede cosa e chi rilegge prima che qualcosa arrivi a un cliente o a un fornitore.

Sistemi su misura

Dove uno strumento pronto non basta, assistenti automatici, integrazioni e gestionali progettati e sviluppati internamente sui processi reali.

Formazione delle persone

Reparto per reparto, sui documenti e sui casi dell’azienda, perché ognuno sappia cosa chiedere e come controllare il risultato.

Misura dei risultati

Tempi ed errori annotati prima di cominciare e confrontati dopo, per decidere sui numeri dell’azienda se proseguire e dove.

Dove rende

Dove fa risparmiare davvero tempo e denaro

Il valore raramente sta nello scrivere più in fretta un post. Sta nel lavoro che si ripete ogni giorno, nelle informazioni che nessuno ha il tempo di mettere insieme e nelle risposte che dipendono da una sola persona.

Amministrazione

Fatture, documenti di trasporto e ordini letti e registrati, scadenze tenute sotto controllo, solleciti preparati cliente per cliente. Le persone si occupano delle eccezioni, non di ricopiare dati.

Commerciale

Preventivi preparati con i listini, gli sconti e le condizioni di quel cliente. Lo storico di ordini e reclami pronto prima della telefonata, le offerte dei fornitori riassunte e confrontate.

Assistenza clienti

Richieste lette, smistate e accompagnate da una bozza di risposta basata sulla documentazione dell’azienda. Chi risponde controlla e decide, invece di ricominciare ogni volta da zero.

Produzione e logistica

Manuali, schede tecniche e procedure consultabili in reparto con una domanda. Ordini, conferme e bolle confrontati tra loro, con le differenze segnalate prima che diventino un reclamo.

Marketing

Schede prodotto, testi e campagne preparati a partire da quello che l’azienda sa dei propri clienti e dei propri prodotti. Le richieste che arrivano dal sito lette e smistate. Una persona rivede tutto prima che esca.

Direzione

Dati sparsi tra gestionale, fogli di calcolo ed email messi insieme in pochi minuti, con la fonte di ogni numero: quanto rende davvero un cliente, quale fornitore sbaglia più spesso.

Gli strumenti

Strumenti pronti o sistemi costruiti sull’azienda

Per molte attività uno strumento già disponibile, configurato bene e usato con regole chiare, è sufficiente. Non ha senso costruire quello che esiste e funziona.

Il discorso cambia quando le risposte dipendono da quello che sa solo l’azienda: listini, condizioni dei clienti, storico degli ordini, procedure interne. Lì uno strumento generico risponde in modo generico, e servono sistemi collegati alle informazioni giuste, con permessi e controlli.

Scegliere tra le due strade fa parte della consulenza sull’intelligenza artificiale. Si decide caso per caso, mettendo a confronto costi, rischi e dipendenza dai fornitori.

  • Strumento pronto: attività generiche, dati non riservati, poche regole
  • Sistema su misura: dati dell’azienda, processi specifici, controlli e permessi
Persona che scrive al portatile in un ufficio luminoso

Gli errori tipici

Perché tanti progetti restano a metà

Partire dallo strumento. «Dobbiamo usare l’intelligenza artificiale» non è un obiettivo. «Per fare un preventivo servono tre giorni e nel frattempo il cliente firma con un altro» lo è.

Automatizzare un processo sbagliato. Se oggi una pratica passa da quattro scrivanie perché nessuno si fida dei numeri, automatizzarla non toglie il problema: lo nasconde dentro un sistema, dove si vede meno.

Lasciare i dati sparsi. Informazioni divise tra gestionale, cartelle condivise, email e memoria delle persone producono risposte incomplete. Prima di interrogare un sistema bisogna sapere dove stanno le cose.

Nessuna regola su cosa esce dall’azienda. Un listino o un contratto incollato nel servizio sbagliato è un documento di cui si perde il controllo. Le regole vanno decise prima di cominciare.

Professionista concentrato davanti al monitor in un ufficio in penombra
Il guadagno non sta nel fare lo stesso lavoro un po’ più in fretta. Sta nel non doverlo più fare a mano.

Da dove partire

Come si sceglie il primo processo

Non esiste una ricetta uguale per tutti, ma ci sono domande che evitano quasi tutti i guai. Si parte da un processo solo: lo si costruisce, lo si misura, e poi si passa al successivo.

Si ripete abbastanza spesso?

I processi migliori per cominciare sono quelli che tornano ogni giorno o ogni settimana, con regole chiare e poche eccezioni.

Quanto costa oggi?

In ore, in errori, in clienti che aspettano. Se non si riesce a dargli nemmeno un ordine di grandezza, è presto per scegliere la soluzione.

Chi ne risponde?

Ogni sistema che lavora al posto delle persone ha bisogno di una persona, con nome e cognome, che risponda di quello che fa.

Cosa succede quando sbaglia?

Non se, quando. Gli errori devono vedersi e potersi correggere prima di arrivare a un cliente.

Come si misura?

Tempi ed errori di oggi vanno annotati prima di cominciare. Senza un punto di partenza, tra qualche mese nessuno saprà dire se è servito.

Di chi resta quello che si costruisce?

Dati, regole e sistema devono restare dell’azienda. Se un fornitore chiude o cambia condizioni, il lavoro deve poter continuare.

Le persone

La formazione che serve è quella sul lavoro di ogni giorno

Uno strumento dato a tutti senza istruzioni produce tanti modi diversi di usarlo, quasi sempre il più banale. La differenza la fa sapere cosa chiedere, con quali informazioni e come controllare il risultato.

Per questo la formazione non è un corso generico uguale per tutti. Si costruisce sui processi dell’azienda e sui documenti che le persone usano davvero, reparto per reparto, così che il giorno dopo si possa applicare.

  • Come impostare una richiesta perché la risposta sia utile
  • Come riconoscere una risposta inventata o incompleta
  • Quali dati si possono usare e quali restano in azienda
  • Quando fermarsi, verificare e chiedere a qualcuno
Mano che consulta un tablet durante il lavoro

Regole d’uso

Poche regole chiare, scritte prima di cominciare

Un sistema che risponde male fa perdere tempo. Uno usato senza regole può mandare il documento sbagliato, mostrare dati a chi non dovrebbe vederli o prendere impegni a nome dell’azienda.

Strumenti ammessi

Quali servizi si usano in azienda, con account aziendali e impostazioni decise una volta per tutte. Un elenco breve e chiaro, così nessuno deve arrangiarsi con account personali.

Informazioni che restano in casa

Listini, contratti, dati di clienti e dipendenti: cosa si può usare negli strumenti esterni e cosa no, detto con esempi concreti che tutti capiscono al primo colpo.

Una persona che rilegge

Quello che va verso clienti e fornitori passa sotto gli occhi di qualcuno prima di partire. Gli errori si correggono in azienda, non davanti al cliente.

Permessi, dati e sistemi automatici: la sicurezza informatica

Scrivania vista dall’alto con appunti a mano, portatile, tablet e libri

Il passo successivo

Quando l’intelligenza artificiale smette di rispondere e comincia a lavorare

Quando i primi processi funzionano, la domanda cambia. Non è più quale strumento usare, ma come mettere insieme quello che l’azienda sa e farlo lavorare ogni giorno.

È quello che chiamiamo Company Brain: un sistema che conserva la memoria dell’azienda e, sopra, gestionali su misura e assistenti automatici che eseguono i processi con regole decise prima.

  • Clienti, listini, eccezioni e decisioni consultabili con una domanda, con la fonte di ogni risposta
  • Programmi costruiti su come l’azienda lavora davvero
  • Assistenti che preparano e controllano, e chiedono conferma prima di mandare qualcosa fuori

Scopri il Company Brain

Il percorso

Come si svolge la consulenza sull’intelligenza artificiale

Si parte dalla situazione concreta dell’azienda, non da una presentazione. Modalità e condizioni di ogni fase sono descritte nella pagina sul metodo di lavoro.

Sessione di approfondimento

Novanta minuti in video sulla situazione dell’azienda: dove l’intelligenza artificiale può rendere, da quale processo conviene partire e cosa evitare.

I dettagli

Studio in azienda

Due giorni sul posto con le persone che fanno il lavoro. Ne esce un documento con i processi da cui partire, i dati da mettere in ordine, le regole da stabilire e una strada con priorità e costi.

I dettagli

Progetto

Si costruisce per fasi, un processo alla volta, misurando i risultati prima di passare al successivo. Il preventivo arriva dopo lo studio, quando si sa di cosa si parla.

Parliamo del progetto

Domande frequenti sulla consulenza AI

Cosa fa un consulente di intelligenza artificiale?
Aiuta l’azienda a capire dove l’intelligenza artificiale fa risparmiare tempo e denaro, sceglie con la direzione il processo da cui partire, stabilisce le regole sui dati e accompagna le persone nell’uso quotidiano. Dove serve, progetta i sistemi e ne misura i risultati. Lo scopo non è aggiungere tecnologia, ma prendere decisioni che reggono nel tempo.
Quanto costa una consulenza AI?
Dipende dal punto di partenza. Il percorso è per fasi: una sessione di approfondimento, uno studio in azienda quando serve un’analisi sul posto, poi il progetto, con un preventivo che arriva solo dopo lo studio. Modalità e condizioni di ogni fase sono indicate nella pagina come lavoriamo.
Da dove si parte?
Da un processo solo, che si ripete spesso, fa perdere ore e ha regole chiare. Non dall’acquisto di abbonamenti per tutti. Se non è evidente quale sia, la sessione di approfondimento serve proprio a individuarlo.
Basta dare ChatGPT o strumenti simili ai collaboratori?
È un inizio, non un progetto. Senza indicazioni su cosa farci e su quali dati si possono usare, ognuno lo usa a modo suo e i documenti riservati rischiano di finire dove non dovrebbero. Servono regole chiare e una formazione mirata, poi si passa ai processi.
Serve un consulente AI se l’azienda ha già un reparto informatico?
Sono due ruoli che si completano. Il reparto informatico conosce i sistemi e li tiene in funzione. La consulenza sull’intelligenza artificiale lavora sui processi, sulle regole d’uso e sulle persone, e decide con la direzione dove conviene intervenire. Chi gestisce i sistemi va coinvolto fin dall’inizio.
I dati dell’azienda finiscono nei servizi online?
Dipende da quali servizi si usano e da come sono configurati: alcuni conservano quello che ricevono. Per questo si stabilisce prima quali informazioni possono uscire e, dove serve, si usano sistemi che restano nel perimetro dell’azienda. Il tema è approfondito nella pagina sulla sicurezza informatica.
E il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale?
Il regolamento europeo, noto come AI Act, distingue gli usi dell’intelligenza artificiale in base al rischio e prevede obblighi diversi a seconda di cosa fa un sistema e di chi lo usa. Per la maggior parte delle aziende il primo passo concreto è sapere quali sistemi si usano, per cosa e con quali dati, e questo rientra nel lavoro di consulenza. Gli aspetti strettamente legali vanno verificati con i consulenti legali dell’azienda.
L’intelligenza artificiale sostituirà le persone?
Toglie lavoro ripetitivo, non responsabilità. Le persone smettono di ricopiare dati e cercare documenti e si dedicano ai casi che richiedono esperienza e giudizio. Ogni sistema ha comunque bisogno di qualcuno che lo controlli e ne risponda.
Ha senso anche per un’azienda piccola?
Sì. Dove poche persone fanno molti mestieri, ogni ora tolta al lavoro ripetitivo pesa di più. Conta la scelta del processo, non la dimensione dell’azienda.
Che differenza c’è con il Company Brain?
Questa pagina riguarda l’intelligenza artificiale in azienda in generale: dove usarla, come cominciare, con quali regole. Il Company Brain è un progetto preciso: la memoria dell’azienda raccolta in un sistema, con gestionali e assistenti automatici che eseguono i processi.

Approfondimenti sull’intelligenza artificiale

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