Farsi citare da AI Overviews, ChatGPT e Perplexity: che cosa conta davvero
Google, ChatGPT e Perplexity citano pagine che i loro sistemi di ricerca possono leggere e che rispondono bene a una domanda. Cosa dicono le fonti ufficiali e cosa può fare un’azienda.

Per comparire tra le fonti citate da Google AI Overviews, ChatGPT e Perplexity non esistono scorciatoie riservate all’intelligenza artificiale: la pagina deve essere raggiungibile dai loro sistemi di ricerca, indicizzata e utile a rispondere a una domanda precisa. Le indicazioni ufficiali convergono su tre punti: accesso tecnico corretto, contenuti originali e verificabili, misurazione. Molti presunti trucchi, compreso il file llms.txt, per Google Search sono irrilevanti.
Perché le risposte generate contano per un’azienda?
In Italia AI Overviews è arrivato a marzo 2025 e AI Mode, la modalità conversazionale della Ricerca, è disponibile in italiano dall’8 ottobre 2025. A luglio 2026 Sundar Pichai ha dichiarato che AI Mode ha superato il miliardo di utenti mensili e che le funzioni di IA della Ricerca inviano ogni settimana miliardi di clic ai siti web.
Il comportamento di chi cerca cambia di conseguenza. Secondo Google, i primi utenti di AI Mode hanno formulato domande due o tre volte più lunghe di una ricerca tradizionale. Un responsabile acquisti può non limitarsi più a digitare «fornitore imballaggi», ma descrivere problema, vincoli e settore; la risposta sintetizza alcune fonti e le cita. Essere tra quelle fonti significa entrare nella rosa di chi viene considerato.
Come scelgono le fonti Google, ChatGPT e Perplexity?
Google. AI Overviews e AI Mode poggiano sui sistemi di ranking e qualità della Ricerca. Google descrive due tecniche: la retrieval-augmented generation, che recupera pagine pertinenti dall’indice per fondare la risposta, e il query fan-out, che scompone la domanda in più ricerche correlate. Per essere mostrata come link di supporto una pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet; non ci sono requisiti tecnici aggiuntivi. Dal 31 agosto 2026 Search Console offre a tutti i siti un controllo, «Search generative AI», che per impostazione predefinita include il sito in queste funzioni e permette di escluderlo.
ChatGPT. Quando si appoggia a fornitori di ricerca esterni, ChatGPT riscrive la domanda in una o più interrogazioni mirate. OpenAI indica che, perché i contenuti di un sito compaiano nelle risposte con citazioni, il crawler OAI-SearchBot non deve essere bloccato. È distinto da GPTBot, che raccoglie contenuti per l’addestramento: le due impostazioni sono indipendenti. A gennaio 2026, annunciando la sperimentazione della pubblicità, OpenAI ha precisato che gli annunci non influenzano le risposte e restano separati ed etichettati.
Perplexity. Secondo la documentazione ufficiale, PerplexityBot serve a mostrare e collegare i siti nei risultati di Perplexity e non è usato per addestrare modelli di base. Perplexity-User, invece, visita una pagina quando un utente pone una domanda e, trattandosi di una richiesta avviata da una persona, in genere non segue le regole del robots.txt.
Che cosa può fare un’azienda?
Verificare che il sito sia leggibile
È il controllo più semplice e il primo da fare. Google chiede di assicurarsi che la scansione sia consentita non solo nel robots.txt, ma anche dalla CDN o dall’hosting. Il punto non è teorico: da luglio 2025 Cloudflare chiede a ogni nuovo dominio se consentire l’accesso ai crawler di IA, e oltre un milione di clienti aveva già attivato il blocco con un clic. Perplexity, nella propria documentazione, spiega come autorizzare i suoi bot nei firewall applicativi.
La regola pratica è separare addestramento e ricerca. Chi non vuole che i propri testi addestrino i modelli può bloccare GPTBot o Google-Extended, che secondo Google non incide sulla presenza nella Ricerca, lasciando aperti Googlebot, OAI-SearchBot e PerplexityBot.
Scrivere pagine che rispondono a domande precise
Se chi cerca descrive un problema specifico, la pagina utile è quella che lo affronta: «quali documenti servono per esportare macchinari negli Stati Uniti» rende più di una generica pagina «servizi di export». Google raccomanda paragrafi, sezioni e titoli che rendano chiara la struttura. Microsoft, nell’annuncio del rapporto AI Performance di Bing Webmaster Tools, aggiunge che titoli chiari, tabelle e sezioni di domande frequenti aiutano a far emergere le informazioni chiave, e che esempi, dati e fonti citate rafforzano la fiducia.
Due avvertenze arrivano dalla stessa Google. Non serve spezzare i testi in frammenti né riscriverli «per l’IA», perché i sistemi comprendono sinonimi e più argomenti nella stessa pagina. E creare pagine separate per ogni variante di una domanda, allo scopo di manipolare le risposte, viola le norme contro l’abuso di contenuti su larga scala.
Offrire contenuti originali e verificabili
La guida di Google insiste sui contenuti non commodity: un punto di vista proprio, esperienza diretta, informazioni che non si trovano già ovunque. «Cinque consigli per scegliere un gestionale» è un testo che chiunque, o un modello, può produrre; il racconto documentato di una migrazione, con gli errori evitati e i criteri adottati, no.
Contano anche i segnali di affidabilità. Google suggerisce di chiedersi chi ha scritto il contenuto, come è stato prodotto e perché, e ricorda che, tra esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità, la fiducia è l’aspetto più importante. In pratica: autore riconoscibile, data di aggiornamento, fonti collegate, cifre che il lettore può controllare.
Costruire autorevolezza vera
Le funzioni di IA di Google possono riportare ciò che si dice di prodotti e servizi in blog, video e forum. Google avverte però che cercare menzioni non autentiche serve meno di quanto sembri, perché i sistemi antispam agiscono anche qui. Conviene puntare su citazioni guadagnate: interventi di settore, casi documentati, dati originali ripresi da altri. Per le attività locali e i negozi online Google richiama inoltre profilo dell’attività e Merchant Center aggiornati.
Usare i dati strutturati senza aspettarsi miracoli
Per Google i dati strutturati non sono necessari per la ricerca generativa e non esiste un markup schema.org speciale da aggiungere; restano utili per i risultati avanzati e devono corrispondere al testo visibile. Il markup Organization aiuta Google a identificare l’azienda e a distinguerla da altre. Attenzione ai consigli datati: dal 7 maggio 2026 i risultati avanzati per le FAQ non compaiono più nella Ricerca Google.
Considerare llms.txt per quello che è
Il file llms.txt è una proposta pubblicata da Jeremy Howard nel settembre 2024 e aggiornata ad agosto 2026: un file in formato Markdown, di norma nella radice del sito, con una sintesi e i collegamenti alle pagine più utili per gli agenti di IA. Non è uno standard. È diffuso soprattutto nella documentazione tecnica e Lighthouse, lo strumento di analisi di Chrome, lo tratta come verifica facoltativa.
Google è netta: la Ricerca non usa questi file, che non danneggiano né migliorano la visibilità, ed è legittimo mantenerli per altri servizi. Per un’azienda con documentazione tecnica o listini consultati da agenti può valere il piccolo costo; per le altre viene dopo tutto il resto.
Come si misura la presenza nelle risposte?
- Google Search Console: il rapporto sul rendimento nell’IA generativa, esteso a tutti i siti dal 31 agosto 2026, mostra le impressioni nelle funzioni generative per pagina, paese e dispositivo.
- Bing Webmaster Tools: da febbraio 2026 il rapporto AI Performance, in anteprima pubblica, indica quante volte le pagine sono citate in Copilot e nei riepiloghi di Bing.
- Analytics: ChatGPT aggiunge ai link il parametro
utm_source=chatgpt.com, che rende riconoscibile il traffico proveniente dalle sue risposte.
Google invita a diffidare degli strumenti che promettono posizionamenti o dicono di usare metriche interne: nessun servizio esterno vi ha accesso.
In sintesi
- Le risposte dell’IA citano pagine che i sistemi di ricerca possono leggere e indicizzare: nessun requisito tecnico speciale.
- Addestramento e ricerca si gestiscono separatamente: si può bloccare GPTBot lasciando aperto OAI-SearchBot.
- Rendono le pagine che rispondono a domande precise con contenuti originali, fonti e autore riconoscibile.
- Dati strutturati utili ma non indispensabili; llms.txt ignorato da Google Search.
- Search Console e Bing Webmaster Tools misurano ora la presenza nelle risposte generative.
Domande frequenti
Serve un’agenzia specializzata in GEO o AEO?
Non necessariamente. Google afferma che ottimizzare per la ricerca generativa è ancora SEO, e invita a valutare i consigli dei servizi esterni alla luce delle proprie indicazioni ufficiali.
Bloccare GPTBot esclude il sito da ChatGPT?
No. GPTBot riguarda l’addestramento dei modelli; la presenza nelle risposte con ricerca dipende da OAI-SearchBot. OpenAI precisa che le due impostazioni sono indipendenti.
Il file llms.txt migliora la visibilità su Google?
No. Google Search non lo usa: non aiuta né penalizza. Può essere utile per altri servizi o agenti che lo leggono.
Si può pagare per essere citati da ChatGPT?
Secondo OpenAI gli annunci non influenzano le risposte di ChatGPT e sono sempre separati ed etichettati. La citazione nella risposta dipende dalla ricerca, non da un investimento pubblicitario.
Farsi trovare nelle risposte dell’intelligenza artificiale non richiede un canale nuovo, ma un sito leggibile, contenuti che meritano di essere citati e una misurazione onesta. È il modo in cui impostiamo il lavoro di marketing per le aziende: prima le domande reali dei clienti, poi le pagine che rispondono, infine i numeri.
Fonti
- Google Search Central, Optimizing your website for generative AI features on Google Search
- Google Search Central, AI features and your website
- Google Search Central, Latest documentation updates (FAQ e llms.txt, maggio-giugno 2026)
- Google Search Central, Creating helpful, reliable, people-first content
- Google Search Central, Introduction to structured data markup
- Google Search Central, Organization structured data
- Google Search Central, Google-Extended
- Search Console Help, Search generative AI control
- Search Console Help, Generative AI performance report
- Google Italia, Arriva AI Overview anche in Italia
- Google Italia, AI Mode arriva anche in Italia
- Google, Alphabet earnings call Q2 2026: Sundar Pichai remarks, 22 luglio 2026
- OpenAI Help Center, Searching the web with ChatGPT
- OpenAI Help Center, Publishers and Developers FAQ
- OpenAI, Overview of OpenAI crawlers
- OpenAI, Our approach to advertising and expanding access to ChatGPT, 16 gennaio 2026
- Perplexity, Perplexity Crawlers
- Cloudflare, comunicato stampa del 1° luglio 2025 sul blocco predefinito dei crawler di IA
- Bing Webmaster Blog, Introducing AI Performance in Bing Webmaster Tools Public Preview, febbraio 2026
- llmstxt.org, The /llms.txt file
- Chrome for Developers, Lighthouse: llms.txt
ApprofondisciMarketing digitale ed e-commerceStrategia di web marketing, siti ed e-commerce che vendono, posizionamento sui motori di ricerca e campagne che portano clienti.
Luca Bartolini
Consulente per le imprese su intelligenza artificiale, sicurezza informatica, criptovalute e marketing. Dirige Strategic, società di San Marino.
Il profilo




